In questa sezione vengono elencate le Domande e Risposte più frequenti sul Fondo Pensione Prevedi.

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Informazioni

Informazioni COSA E’ PREVEDI?

PREVEDI è il Fondo Pensione Complementare Nazionale per i Lavoratori delle Imprese Industriali ed Artigiane Edili ed Affini. E’ un Fondo a Contribuzione Definita a Capitalizzazione Individuale ad adesione volontaria, istituito per contrattazione collettiva (negoziale), che ha come scopo esclusivo quello di garantire ai lavoratori associati prestazioni aggiuntive rispetto a quelle erogate dal sistema previdenziale pubblico. PREVEDI non ha scopo di lucro, quindi tutti i rendimenti della gestione finanziaria del patrimonio del Fondo (al netto delle spese di gestione) sono, infatti, accreditati alle posizioni individuali degli aderenti.

Adesione

Possono aderire al Fondo Pensione Prevedi: - gli operai, gli impiegati e i quadri ai quali si applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro di cui all’art. 1 dello statuto del Fondo (CCNL edili-industria e CCNL edili-artigianato);
- i dipendenti delle organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro di cui all’art. 1 dello statuto del Fondo;
- i dipendenti degli Enti paritetici del settore ai quali si applichi uno dei Contratti di lavoro di cui all?art. 1 dello statuto del Fondo;
- i dipendenti di aziende che applichino i contratti di lavoro di cui all’art. 1 dello statuto del Fondo, in distacco, ai sensi della legge 300 del 20.5.1970, presso le Organizzazioni Sindacali firmatarie di tali contratti

Compilando la modulistica di adesione, disponibile nel sito web del Fondo www.prevedi.it, e consegnandola alla propria Cassa Edile di riferimento che provvederà a comunicare l’adesione al datore di lavoro attivando il conseguente obbligo contributivo. In conseguenza dell’adesione al Fondo, viene aperta una posizione previdenziale intestata al lavoratore, sulla quale affluiranno le rispettive contribuzioni.
In caso di variazione del datore di lavoro non è necessario compilare una nuova domanda di adesione: è sufficiente comunicare al nuovo datore di lavoro di essere associato al Fondo Pensione, in quanto l’obbligo contributivo decorre dalla data di assunzione del lavoratore da parte del nuovo datore di lavoro.

Informazioni sulla Contribuzione

Informazioni sulla Contribuzione LA CONTRIBUZIONE

Dal 17 settembre 2010 è stata introdotta la possibilità di aderire a Prevedi senza destinare al fondo il proprio TFR. Questa opzione è riservata coloro che non hanno gi? conferito il TFR alla previdenza complementare, in quanto tale conferimento, una volta effettuato, è irrevocabile.
Nel caso di adesione a Prevedi senza la quota TFR, la contribuzione minima è così strutturata:

- contributo a carico del lavoratore: 1% della retribuzione che costituisce la base di calcolo del TFR;

- contributo a carico del datore di lavoro: 1% della retribuzione che costituisce la base di calcolo del TFR;


Nel caso di adesione a Prevedi anche con la quota di TFR, o nel caso che la quota di TFR sia conferita al Fondo dopo l adesione, la misura di TFR da versare è: 100% dell’accantonamento TFR per i lavoratori che hanno aperto una posizione previdenziale obbligatoria (es. INPS o INPDAP) dopo il 28 aprile 1993; 18% oppure 100% dell’accantonamento TFR per i lavoratori che hanno aperto una posizione previdenziale obbligatoria (es. INPS o INPDAP) entro il 28 aprile 1993 (compreso).

La contribuzione decorre dal primo giorno del mese in cui il lavoratore ha sottoscritto la modulistica di adesione al Fondo oppure, nel caso di conferimento del TFR successivo all adesione, dal mese in cui viene sottoscritto il modulo di conferimento del TFR al Fondo Pensione.

No. La contribuzione del datore di lavoro è un obbligo previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro, a favore dei soli lavoratori iscritti al Fondo Pensione.

No. Il diritto del lavoratore alla contribuzione del datore di lavoro è condizionato all’adesione al Fondo del lavoratore.

Informazioni sulle spese

Informazioni sulle spese COS’E’ LA QUOTA DI ISCRIZIONE?

E’ una quota una tantum da versarsi all’ atto dell’ adesione al Fondo, destinata alla copertura dei costi amministrativi del Fondo stesso. L’importo di tale quota viene determinato annualmente dal Consiglio di Amministrazione del Fondo, con riferimento alle adesioni che verranno raccolte nell’anno di riferimento. Dall’avvio del Fondo Pensione (anno 2003) fino al 2006 la quota di iscrizione a Prevedi è sempre rimasta pari a zero.

Informazioni sulle spese COS’E’ LA QUOTA ASSOCIATIVA?

E’ una quota in cifra fissa prelevata annualmente dal contributo a carico del lavoratore e dell’ azienda, finalizzata a coprire i costi amministrativi del Fondo. Il suo ammontare è determinato annualmente dal Consiglio di Amministrazione, in relazione alle entrate e alle esigenze di spesa previste per l’anno di riferimento. Per il 2011 la quota associativa è pari a € 21.

Funzionamento di Prevedi

Funzionamento di Prevedi COME FUNZIONA PREVEDI?

Prevedi è un’associazione senza fini di lucro. L’adesione al Fondo è volontaria e comporta l’accensione, presso il Fondo medesimo di una posizione previdenziale intestata al lavoratore e finalizzata ad integrare la pensione che gli verrà erogata dagli enti previdenziali obbligatori (es. INPS o INPDAP). In conseguenza dell’adesione sia il lavoratore che il suo datore di lavoro diventano soci del Fondo Pensione e hanno il diritto di partecipare all’elezione dell’Assemblea dei Delegati (in occasione del rinnovo della stessa), che rappresenta il massimo organo deliberativo del Fondo.
I contributi versati sulla posizione previdenziale del lavoratore vengono investiti, al fine di generare un rendimento finanziario, secondo i criteri definiti dalle disposizioni vigenti e dalle convenzioni stipulate dal Fondo con i gestori finanziari (si veda in proposito l’apposita sezione "gestione patrimoniale" del sito web). E’ per questo motivo che l’importo della prestazione pensionistica risulta dipendente dall’ammontare dei contributi versati e dai risultati della gestione finanziaria.

Funzionamento di Prevedi QUALI SONO GLI ORGANI DI PREVEDI?

La struttura di PREVEDI è composta da diversi organi, i quali rappresentano pariteticamente lavoratori ed imprese associati e sono i seguenti:
- Assemblea dei Delegati
Si compone di 60 membri, dei quali 30 in rappresentanza delle imprese e 30 in rappresentanza dei lavoratori. Detti membri sono eletti secondo le modalità previste dai regolamenti elettorali. In particolare, l’art. 10 dello Statuto del Fondo, prevede le seguenti, principali attribuzioni dell’Assemblea:
- elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e dei componenti del Collegio dei Revisori Contabili e determinazione dei relativi compensi;
- approvazione del bilancio di esercizio del Fondo Pensione;
- proposizione di azione di responsabilità nei confronti dei membri del Consiglio di Amministrazione e nei confronti dei membri del Collegio dei Revisori Contabili;
- revoca degli Amministratori e dei Revisori;
- deliberazione delle modifiche allo Statuto e ai Regolamenti Elettorali proposte dal Consiglio di Amministrazione;
- deliberazione dello scioglimento e delle modalit? di liquidazione del Fondo Pensione.
- Consiglio d’Amministrazione
Si compone di 18 membri, dei quali 9 in rappresentanza delle imprese e 9 in rappresentanza dei lavoratori. Viene eletto dall’Assemblea dei Delegati. Il Consiglio di Amministrazione compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione finalizzati alla conduzione e all’amministrazione del Fondo Pensione che non siano espressamente rimessi all’Assemblea dei Delegati. Tra le funzioni più importanti del Consiglio vi è la determinazione delle politiche e delle linee di indirizzo della gestione del patrimonio del Fondo, nonchè la selezione dei soggetti deputati alla gestione finanziaria del patrimonio medesimo.
- Collegio Revisori
Si compone di 4 membri, dei quali 2 in rappresentanza delle imprese e 2 in rappresentanza dei lavoratori, e da 4 supplenti. Viene eletto dall’Assemblea dei Delegati.
In particolare il Collegio dei Revisori Contabili controlla l’amministrazione del Fondo, vigila sull?osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dal Fondo e sul suo concreto funzionamento. Il Collegio dei Revisori esercita inoltre il controllo contabile, accertando la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili ed esprimendo, con apposita relazione, un giudizio sul bilancio di esercizio.

La deducibilità fiscale dei contributi

La deducibilità fiscale dei contributi DISCIPLINA IN VIGORE DAL 01/01/2007

I contributi di fonte dipendente e di fonte azienda sono deducibili dal reddito di lavoro dipendente dell iscritto in misura non superiore al limite di ? 5.164,57 euro annui.

Per i lavoratori che inizieranno a lavorare (cioè che apriranno una posizione previdenziale obbligatoria) dopo il 1 gennaio 2007, per ogni anno dal 6° al 20° anno di contribuzione al Fondo, i contributi saranno deducibili in misura annua pari al minore tra questi due limiti:

- 5.164,57 + (25.822,85 € C) dove C = contributi versati nei primi 5 anni di iscrizione al Fondo
- 5.164,57 + 2.582,29

La deducibilità fiscale dei contributi DISCIPLINA IN VIGORE FINO AL 31/12/2006

I contributi di fonte dipendente e di fonte azienda sono deducibili dal reddito di lavoro dipendente dell iscritto in misura pari al minore tra i due seguenti limiti annui:

- il doppio del TFR versato al Fondo;

- 5.164,57 euro

L’eventuale eccedenza rispetto ai due limiti sopra indicati è deducibile dagli eventuali ulteriori redditi dell iscritto diversi da quello da lavoro dipendente entro il limite massimo del 12% del reddito complessivo dell’iscritto.

Esempio per un lavoratore che versa al Fondo il 100% del TFR

Reddito lavoro dipendente: 20.000 euro annui +reddito diverso da lavoro dipendente: 5.000 euro annui (quindi reddito complessivo: 25.000 euro annui)

- Accantonamento annuo TFR versato al Fondo: 1.382 euro (è pari al 6,91% della retribuzione annua)

- Contribuzione massima (fonte azienda + fonte dipendente) deducibile dal reddito di lavoro dipendente: 2.764 euro (doppio del tfr versato al fondo)

- Contribuzione ulteriore deducibile dal reddito diverso da quello di lavoro dipendente: 236 euro (calcolato nel modo seguente: 25.000 x 12% = 3.000 - 2.764 = 236)

Gestione del patrimonio

La gestione finanziaria professionale del patrimonio del Fondo ha avuto inizio il 2 gennaio 2007, con l’ avvio del comparto di investimento "bilanciato" così caratterizzato:

- 30% circa di azioni a grande capitalizzazione emesse dai Paesi aderenti all’UE ricompresi nell?indice MSCI Europe (tra cui UK, CH e Paesi Scandinavi);

- 70% circa di obbligazioni denominate in euro con rating non inferiore all’ "investment grade" A- (rating S&P).

La componente azionaria del comparto bilanciato può variare da un minimo del 19% ad un massimo del 37,5% mentre quella obbligazionaria da un minimo del 62,5% ad un massimo dell’81%.

Dal 2 luglio 2007 è stato avviato il comparto "sicurezza" che ha la caratteristica di garantire la restituzione del capitale investito e un rendimento non inferiore a quello del TFR alla data du scadenza della convenzione (31/12/2012) e nelle seguenti ipotesi:
pensionamento; decesso; inabilità che riduca le capacità lavorative a meno di un terzo; disoccupazione per un periodo superiore a 48 mesi; anticipazione per gravi motivi di salute. La gestione del comparto "sicurezza" si prefigge l obiettivo di realizzare rendimenti superiori a quelli del TFR nell arco di un periodo di 5 anni.

Gestione del patrimonio LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DEL FONDO

I contributi versati a PREVEDI sono gestiti da Società operanti nel settore finanziario, assicurativo e/o dell’intermediazione mobiliare (che chiameremo per semplicità gestori finanziari) che soddisfano i requisiti a tal fine previsti dalla legge e che vengono selezionati dal Consiglio di Amministrazione sulla base di una gara pubblica, alla luce dei criteri previsti dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP).

Il Consiglio di Amministrazione del Fondo definisce la politica di investimento, individuando l’asset allocation strategica, ossia la distribuzione dell investimento tra le diverse categorie di attività finanziarie (azioni, obbligazioni, liquidità). Le scelte di asset allocation strategica sono finalizzate all ottimizzazione del rapporto rendimento/rischio in relazione all orizzonte temporale e alle aspettative degli investitori e tengono conto delle limitazioni imposte, a garanzia della qualità degli investimenti, dalle disposizioni vigenti in materia di previdenza complementare. Sulla base delle scelte di asset allocation strategica effettuate dal Consiglio, che hanno una valenza di lugno periodo, i gestori finanziari effettuano le proprie scelte di investimento.
Il CdA è inoltre responsabile del controllo dell’operato dei gestori finanziari.

I risultati della gestione finanziaria, al netto dei costi sostenuti per remunerare i gestori finanziari e delle imposte che gravano sui rendimenti finanziari (11% per i fondi pensione), sono ripartiti pro quota e capitalizzati sulle posizioni individuali.

Prestazione previdenziale, trasferimento, riscatto

Prestazione previdenziale, trasferimento, riscatto TRASFERIMENTO E RISCATTO DELLA POSIZIONE PREVIDENZIALE INDIVIDUALE

L’iscritto, in costanza dei requisiti di partecipazione al Fondo, può trasferire la posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare decorso un periodo minimo di partecipazione al Fondo che, con la disciplina in vigore dal 01/01/2007, sarà pari a due anni.

Anche prima del suddetto periodo minimo di permanenza, l’aderente che perda i requisiti di partecipazione al Fondo (cioè che esca dall’ambito di applicazione del "CCNL edili-industria" o del "CCNL edili-artigianato") prima del pensionamento può:

a) trasferire la posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica complementare alla quale acceda in relazione alla nuova attività lavorativa;

b) riscattare la posizione individuale (contributi versati + rendimenti maturati), percependola in unica soluzione al netto delle ritenute fiscali previste dalle disposizioni tempo per tempo vigenti.

c) mantenere la propria posizione previdenziale presso il Fondo Prevedi, anche in assenza di contribuzione.

In caso di decesso dell’iscritto, la rispettiva posizione individuale potrà essere riscattata dalle seguenti categorie di soggetti:


- disciplina in vigore fino al 31/12/2006: dal coniuge dell’iscritto, oppure (in assenza del coniuge) dai figli dell’iscritto, oppure (in assenza di coniuge e figli) dai genitori dell’iscritto se fiscalmente a carico dello stesso al momento del decesso, oppure (in assenza di tutte le categorie citate) dai beneficiari designati dall?iscritto prima del decesso. In mancanza di tutte le categorie di soggetti prima elencati la posizione dell?iscritto deceduto rimane acquisita al Fondo (e quindi ripartita tra le posizioni di tutti gli altri iscritti);

- disciplina in vigore dal 01/01/2007: dagli eredi dell?iscritto ovvero dai diversi beneficiari dallo stesso designati, siano essi persone fisiche o giuridiche. In mancanza di tali soggetti la posizione individuale resta acquisita al Fondo.

Prestazione previdenziale, trasferimento, riscatto LA PRESTAZIONE PENSIONISTICA COMPLEMENTARE

Il lavoratore matura il diritto alla pensione complementare al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche previste dal regime obbligatorio di appartenenza, a condizione che lo stesso abbia maturato una determinata anzianit? contributiva al Fondo (almeno dieci anni, con la disciplina in vigore fino al 31/12/2006; almeno 5 anni, con la disciplina in vigore dal 01/01/2007).

L’aderente ha facoltà di richiedere la liquidazione della prestazione pensionistica sotto forma di capitale nel limite del 50 per cento della posizione individuale maturata; la restante parte sarà necessariamente erogata dal Fondo sotto forma di rendita (cioè di prestazione periodica, tipicamente mensile). Qualora l’importo che si ottiene convertendo in rendita vitalizia immediata annua senza reversibilità a favore dell’aderente il 70 per cento della posizione individuale maturata risulti inferiore al 50 per cento dell’assegno sociale (al dicembre 2006 pari a € 381,72 euro mensili), l’aderente può optare per la liquidazione in capitale dell’intera posizione maturata.

Anticipazioni

L’aderente può conseguire un’anticipazione della posizione individuale maturata nei seguenti casi e misure:


a) in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75 per cento, per spese sanitarie conseguenti a situazioni gravissime attinenti a sé, al coniuge o ai figli, per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;

b) decorsi 8 anni di iscrizione, per un importo non superiore al 75 per cento, per l’acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli o per la realizzazione, sulla prima casa di abitazione, degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1 dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;

c) decorsi 8 anni di iscrizione, per un importo non superiore al 30 per cento, per la soddisfazione di ulteriori sue esigenze.

L’iscritto al fondo da almeno otto anni può conseguire un’anticipazione delle prestazioni, a valere sull’intera posizione individuale accumulata, per eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, ovvero per l?acquisto della prima casa di abitazione per sè o per i figli, o per la realizzazione degli interventi di manutenzione cui alle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, relativamente alla prima casa di abitazione.

Vantaggi della iscrizione

Vantaggi della iscrizione IN SINTESI PERCHE’ ADERIRE A PREVEDI

Perchè è lo strumento più sicuro e più economico, per i lavoratori a cui si applica il CCNL edilizia industria o edilizia artigianato, con cui integrare la pensione pubblica, che nei prossimi anni continuerà a diminuire fino ad arrivare, per i lavoratori assunti dopo il 1 gennaio 1996 a poco più del 50% dell?ultima retribuzione percepita prima del pensionamento;

Perchè è nato da un Accordo tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori e i rappresentanti dei datori di lavoro per tutelare il diritto alla pensione dei lavoratori del settore edile;

Perchè aumenta dell’1% la retribuzione del lavoratore;

Perchè è  un’Associazione, i cui soci sono i lavoratori iscritti e i loro datori di lavoro che partecipano alla vita e allo sviluppo del Fondo tramite il principio della rappresentanza;

Perchè non ha scopo di lucro e quindi non deve remunerare margini di profitto (si mantiene sostanzialmente con un contributo pro capite pari, per il 2006, a soli 18 ? all?anno); inoltre non pu? fallire e non è assoggettabile a procedure concorsuali;

Perchè ai sensi dell?art. 2117 del codice civile i contributi versati al Fondo Pensione non possono essere distratti dalla loro finalità e non possono essere oggetto di esecuzione nè da parte dei creditori del datore di lavoro né da parte dei creditori del lavoratore;

Perchè i contributi versati al Fondo (anche quelli a carico del datore di lavoro) sono deducibili, entro determinati limiti, dal reddito dell’iscritto, producendo un risparmio fiscale;

Perchè l’ iscrizione al Fondo consente il raddoppio degli indennizzi in caso di infortunio previsti dalla Edil Card;

Perchè in caso di particolari necessità puoi richiedere l’anticipazione dell’intera posizione previdenziale (contributi versati e rendimenti maturati);

Perchè in caso di "uscita" dal settore occupazionale dell’edilizia, è possibile trasferire la posizione previdenziale maturata presso Prevedi (contributi versati e rendimenti maturati) ad altro fondo pensione integrativo o forma pensionistica individuale per continuare a costruire la pensione integrativa (in alternativa ? possibile riscattare l?intera posizione previdenziale).